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Il Centro Manipura nasce a Padova nel 1996 come Centro Yoga, Ayurveda, Shiatsu e discipline filosofie-orientali con l’obiettivo di promuovere la divulgazione delle discipline e delle filosofie con attività di studio, pratiche di ricerca e di meditazione indiane, buddiste, zen per cercare di integrarle nell’individuo con lo scopo di migliorare la qualità del pensiero umano, le attitudini e sviluppare la consapevolezza.

Nel corso di questi anni il Centro ha promosso due Accademie triennali per operatori in Ayurveda e Shiatsu, ha organizzato incontri, seminari, gruppi di studio di meditazione, di ricerca, concerti di musica indiana con autorevoli maestri e musicisti indiani, conferenze pubbliche, ritiri di meditazione, yoga per favorire la qualità della vita.

Inoltre  propone corsi di tecniche di massaggio orientali e occidentali che sono rivolti a tutte le persone del settore del benessere ma anche a coloro che hanno il desiderio di apprendere e conoscere metodi per favorire il rilassamento e avere esperienze interessanti per possibilità lavorative.

Om Shanty


STRAORDINARIO APPUNTAMENTO

DOMENICA 7 APRILE 2019

 

SEMINARIO DI AYURVEDA/YOGA

 

“LA TERAPIA RASAYANA IN AYURVEDA”

 

E’ concepibile una società libera da malattia e sofferenze?

E’ possibile per l’uomo vivere in salute perfetta?

E se sì, come raggiungere concretamente questo tipo di ideale? Una risposta a questi interrogativi cruciali viene dall’analisi approfondita delle metodiche preventive e terapeutiche dell’Ayurveda e dello Yoga

 

 

I FONDAMENTI DELLA SALUTE UNA CONOSCENZA SENZA TEMPO PER QUESTO TEMPO

L’Ayurveda viene ritenuta il più antico sistema di medicina naturale, le sue origine risalgono a migliaia di anni fa, l’Ayurveda è una scienza ETERNA, senza principio né fine.

La tradizione dice che fu Brahma stesso, l’autore della creazione, a formulare i principi dell’Ayurveda rivelandoli solo alle divinità del cielo. Poi dei saggi compassionevoli vedendo l’umanità in preda a sofferenze e malattie si raccolsero sulle cime dell’Himalaya, nel posto più vicino al cielo, per chiedere a Brahma di far conoscere agli uomini i segreti della salute, il quale decise di inviare sulla Terra il messaggero Indra. I saggi scelsero come loro rappresentante Brihaspati, il più puro tra di essi che interrogò Indra, ricevendone la conoscenza che avrebbe alleviato le sofferenze dell’umanità.

Questa storia, apparentemente ingenua, racchiude in realtà dei significati profondi: in primis è detto che l’Ayurveda ebbe origine con la creazione perché in realtà essa è la scienza della natura e le leggi di natura sono eterne e immutabili. Gli stessi principi della termodinamica che causarono l’espansione iniziale dell’universo subito dopo del Big Bang, causano ancora oggi la nascita e la morte delle stelle; gli stessi principi chimici e biologici che operano nel brodo primordiale per creare la vita, sono attivi anche oggi per consentire il perpetuarsi di questo miracolo. La natura fa e disfa, crea e distrugge, ma le leggi sottili che ne governano l’attività operano nella continuità. La seconda considerazione che emerge dal racconto è che i saggi ottennero la conoscenza della scienza della medicina immergendosi profondamente dentro se stessi. Calmi nel cuore e nella mente, essi conobbero le radici della vita e le infinite modalità attraverso cui si esprime. La loro coscienza funzionò come uno specchio cristallino su cui si poté riflettere la molteplicità delle leggi di natura. Si potrebbe facilmente obiettare che la conoscenza ottenuta in questo modo non sia affidabile, ma in realtà le cose stanno diversamente. Lo stesso Fleming, osservò più volte le muffe nel suo laboratorio ricoprire le colture, senza però trarre alcuna conclusione utile da questa osservazione, invero comune a quei tempi, i primi del ‘900. Fu solo in un momento di silenzio e di quiete interiore che egli fu folgorato dall’intuizione che le muffe potevano avere un effetto batteriostatico e, fu così, che nacque la penicillina, considerata una delle scoperte più importante dei nostri secoli. Lo stesso tema si ritrova in molte delle più grandi scoperte della storia dell’umanità: in qualche momento, per qualche motivo, un uomo, più spesso uno scienziato, ha avuto libero accesso ad un campo di infinito silenzio e creatività ed ha percepito con chiarezza i meccanismi più fini della creazione. Ed è questo probabilmente ciò che avvenne nella coscienza degli antiichi rishi (saggi) che formularono i principi dell’Ayurveda. Da questo punto di vista l’Ayurveda è molto più affidabile e scientifico della medicina moderna, perché i suoi principi sono ben saldi e radicati nella stessa natura della vita. Al contrario, la medicina moderna, che è molto giovane e non ha delle fondamenta solide su cui poggiare, salvo il così detto metodo sperimentale, è costretta a ritrattare continuamente ciò in precedenza aveva considerato come vero ed affidabile. La medicina di oggi vive in un alternarsi di successi e fallimenti, di speranze delusioni, si assiste spesso al ritiro dal commercio di farmaci scoperti inutili o perfino dannosi, dopo che per anni gli stessi erano stati considerati validi. Studi scientifici condotti da ricercatori esperti si contraddicono continuamente ed arrivano il più delle volte a conclusione diametralmente opposte, gettando i medici e i loro assistiti in uno stato di incertezza e confusione. Quindi l’Ayurveda fu grandemente apprezzata nell’antichità: in un’epoca lontana dal passato fiorirono in India università e centri di cultura presso i quali affluivano studiosi da ogni parte del mondo. Pur se non disponiamo di documenti certi al riguardo, molti indizi suffragano l’ipotesi che anche il grande Ippocrate, il padre della medicina occidentale, abbia mutuato molte sue teorie dall’Ayurveda. Gli stessi consigli sull’igiene di vita e sull’alimentazione che Ippocrate rivolgeva ai propri pazienti si ritrovano nei più antichi testi ayurvedici. Anche la teoria dei tre umori proposta da Ippocrate, è molto vicina alla teoria dell’Ayurveda. Comunque sia, è certo che la medicina ayurvedica ebbe grande fama nell’antichità, e fu detta “divina” a motivo della sua perfezione. Si dice che la conoscenza sia allo stesso tempo il bene più prezioso, ma anche il più fragile: questo si dimostro particolarmente vero nel caso dell’Ayurveda. I secoli passarono, dominazioni straniere si susseguirono in India portando ognuna con sé la propria cultura e le proprie credenze, e l’antica conoscenza cadde nell’oblio insieme alle sue gloriose università. La prima scienza della salute finì col perdere i suoi connotati originali e si mescolò con le culture d’importazione: il risultato fu che la purezza della conoscenza si perse e con essa la sua efficacia. L’Ayurveda non fu più in grado di prendersi cura della salute dell’individuo e della collettività e venne ben presto degradato al rango di medicina folcloristica e soppiantata da nuovi sistemi. Ma per fortuna la natura è benigna. In pochi rari posti, sconosciuti al resto del mondo, la fiaccola della conoscenza fu mantenuta viva e tramandata da padre a figlio, generazione dopo generazione. Alcuni testi originali furono preservati e su di essi continuarono a formarsi per secoli i più genuini ricercatori della conoscenza. Come un seme rimane a lungo nel terreno e germoglia quando le condizioni diventano propizie, così, quando si è avvertita l’esigenza, in Oriente come in Occidente, di un sistema della salute che fosse completo, efficace e a misura d’uomo, l’attenzione si è di nuovo rivolta verso l’Ayurveda: l’antica scienza della vita è stata riscoperta ed è tornata ad essere popolare. Le sue università hanno riacquistato prestigio e fama, i suoi esponenti hanno ricominciato a diffonderla nel mondo, ma non tutto era compiuto. C’era bisogno di un uomo che fosse in grado di restituire l’Ayurveda alla sua antica dignità, recuperandone i valori più profondi ed originali. Raccogliere i frammenti di un’antica scienza, ridotta dal tempo ad un ammasso di prescrizioni erboristiche, e restituire ad essi una forma ben definita. Non a caso quell’uomo doveva essere un indiano: Maharishi Maheh Yogi. Maharishi significa saggio e solo un saggio che personificasse realmente nella sua figura gli ideali della conoscenza poteva assumersi un compito simile. Così, a partire dagli anni sessanta, Maharishi cominciò a raccogliere intorno a sé i più validi esponenti in Ayurveda, ricostruendo pazientemente i fili spezzati e con la sua saggezza ha portato alla luce le basi stesse dell’Ayurveda, che risiedono nell’area trascendentale della vita, quella stessa area da cui ogni cosa che vive trae origine e mutamento.

 Ernesto Iannaccone

Si ringrazia inoltre altre autorevoli Insegnanti che hanno dato la possibilità a tutto il Mondo e al Corpo di Formazione del Centro Manipura di Padova di divulgare, conoscere ed apprezzare il “Gusto Superiore” dell’antica scienza medica dell’Ayurveda, dello Yoga e della Sacre Scritture Indiane: il Dott. Vaidya Bhagwan Dash di Dehli, Swami Yogaswarupananada di Rishikesh, Sri Sri Sri Satchidananda Yogi di Madras, Prof. Mark Dyczkowski inglese, vive da più di quarant'anni a Benares, Carlo Patrian di Milano, nonché il Dott. Ernesto Iannaccone.

Non esiste Yoga senza Ayurveda, né Ayurveda senza Yoga

Domenica 7 Aprile 2019 

CON

ERNESTO IANNACCONE

 

 

Dott. Ernesto Iannaccone: medico chirurgo, medico ayurvedico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, autore di numerose pubblicazioni sulla Medicina Ayurvedica. E’ annoverato tra i maggiori esponenti europei di Medicina Ayurvedica, si occupa di Ayurveda dal 1985 circa, si è formato presso la Maharishi Vedic University, Vlodrop, Olanda. Ha compiuto lunghi soggiorni e di studio in India presso svariate istituzioni ospedaliere ed universitarie la Maharishi Word Center for Ayurveda, Maharishi Nagar, Delhi, dove ha ricevuto gli insegnamenti dai maggiori esperti in Ayurveda. Nel 1989 ha fondato con altri medici l’Associazione Medica Maharishi, della quale è presidente. Tiene regolarmente corsi di formazione di medicina ayurvedica rivolti a medici, operatori della salute, fa parte del corpo docente di Ayurvedic Point, Milano, attualmente è impegnato nella creazione di un ambulatorio ayurvedico nell’Ospedale Monaldi, ASL1, Napoli e nella traduzione e nella divulgazione dei testi classici dell'Ayurveda.

 

Autore di numerosi libri tra i quali citati alcuni: Formule d'Immortalità, Il cuore dell'Ayurveda, I disordini della mente, Il corpo immaginario dell'Ayurveda e la straordinaria Opera il “Il filo degli insegnamenti”. Si tratta di una splendida traduzione integrale del primo Libro (Sutrasthana) della Charaka Samhita, il più antico ed autorevole trattato antico sulla medicina ayurvedica con estratti dell’Ayurveda Dipika di Chakrapani. Studioso di sanscrito, è impegnato in un progetto di traduzione dei testi classici dell’Ayurveda

 

 

ARGOMENTO DEL SEMINARIO

La terapia Rasayana costituisce uno degli aspetti più affascinanti e misteriosi dell'Ayurveda, la millenaria "Scienza della Vita". Descritta in dettaglio dai testi classici dell'antichità, la terapia rasayana mira a estendere l'ayus, la "durata di vita", nella direzione dell'immortalità. Le procedure rasayana ringiovaniscono corpo e mente, promuovendo la qualità della vita oltre che la sua durata. Nel seminario si esploreranno i principi e le applicazioni pratiche della terapia rasayana, attingendo alle sorgenti originali di conoscenza attraverso i testi sacri e dei contenuti dell’Ayurveda

Il seminario è rivolto a chi pratica e insegna Yoga, Ayurveda, Shiatsu, MTC, a medici, erboristici, operatori del benessere, estetiste, operatori naturopati bioenergetici e soprattutto a tutti che desiderano comprendere, approfondire, conoscere il Vero GUSTO della VITA

Orari

Domenica: dalle 9.00 alle 18.00 circa

 

Le iscrizioni sono aperte

Per informazioni e iscrizioni: Centro Manipura 049 651601

e-mail: manipurapd@libero.it


 

SEMINARIO DI YOGA E TANTRA

 

 “VASUGUPTA SPANDAKARIKA”

 

 SPANDAKARIKA, IL POEMA DELLA VIBRAZIONE

APPRONDIMENTI dei 52 VERSETTI

 

 APPUNTAMENTO SABATO 15 e DOMENICA 16 GIUGNO 2019

 

CON

 

Prof. MARK DYCZKOWSKI

 

Dr. Mark Dyczkowski, indologo inglese, è stato iniziato dal grande maestro indiano SWAMI LAKSMANJOO nel 1976. Ha conseguito la laurea presso la Benares Hindu University e Ph.D.presso la Oxford University, dove ha svolto ricerche sullo Shivaismo sotto la guida del Prof. Alexis Sanderson. Inoltre dal 1985 al 1990 è stato associato di ricerca della Sampurnananda Sanskrit University di Benares e dal 1990 al 2005 è stato membro per la ricerca “all’Indira National Centre for the Arts (l’istituzione più grande di ricerca indologica del mondo)”, per loro ha prodotto un’edizione critica con un’introduzione e note ampia pari a 14 volumi del Manthanabhirava Tantra. Nella recensione di questo Lavoro, il Professore David White scrive le seguenti parole ”Mark Dyczkowski è lo studioso più originale e ad ampio raggio di “Tantra Indù” dell’attuale generazione, se non di tutti i tempi”. In queste raccolte ha scritto altri quattro libri che trattano del Shivaismo del Kashmir e del Tantrismo ed è considerato una delle massime autorità mondiali dello Shivaismo Tantrico. E’ affiliato con le maggiori istituzioni accademiche in India ed ha tenuto conferenze nelle Università di Europa, Stati Uniti e India. Nel 1980 si è addottorato in Studi sul Sanscrito con specializzazione in Shivaismo kashmiro presso l'università di Oxford. E’ autore di numerosi testi e pubblicazioni che riguarda il Tantrismo Hindu e anche di pubblicazioni sulle scritture tradizionali del Tantra, letteratura più studiata e apprezzata al mondo. Oltre al Suo percorso accademico e conferenziere molto attivo è un eccellente musicista di Sitar che porta sempre con sé come parte della Sua anima. Ha studiato Sitar per tutti questi anni, il suo attuale insegnante è il grande Maestro di Sitar Budhaditya Mukherjee: durante questi anni di studio ha raccolto oltre 1.500 composizioni per Sitar e a partire dagli anni ’70 ha eseguito pubbliche performance in vari paesi tra cui l’India. Ha tenuto conferenze ed esibizioni musicali in numerosi paesi in Europa, Asia e America, è un sitarista molto noto a Benares dove tiene regolari performance pubbliche ed è altamente considerato dall’ambiente dei musicisti indiani e degli amanti della musica.

Dr. Mark Dyczkowski vive a Varanasi (Benares) da circa 40 anni, sui ghat del Gange dove insegna agli studenti di Shivaismo Kashmiro e pratica la musica.

OM SAUH PARAAYAI NAMAH

La dottrina della vibrazione”,

nello śivaismo tantrico del Kashmir è l’ultimo libro pubblicato

Tantrismo è parola su cui negli ultimi decenni si sono addensati in pari misura equivoci, la curiosità e gli studi rigorosi. Nella sua versione più diffusa e grezza, il Tantrismo sarebbe una Via che introduce a pratiche erotiche estreme, ma in realtà una selva di dottrine metafisiche e pratiche rituali che si collegano all’esperienza tantrica. In particolare lo Shivaismo kashmiro, sviluppatosi a partire dal secolo IX e culminato nell’opera grandiosa di Abhinavagupta, apre prospettive audacissime al pensiero, soprattutto per la scuola dello Spanda (“Vibrazione”), in cui speculazione e pratiche yogiche si intrecciano armoniosamente, corrispondendosi come due facce della stessa medaglia. Il libro di Dyczkowski è una magistrale, limpida esposizione di queste dottrine sconcertanti e profonde, che solo ora stanno riemergendo.

ARGOMENTO DEL SEMINARIO

APPROFONDIMENTI SUI 52 VERSETTI DELLA

 

SPANDAKAARIKAA

IL POEMA DELLA VIBRAZIONE

Spandakarika, o “Poema della vibrazione”, è uno dei testi fondamentali dello Shivaismo del Kashmir: rivelato da Shiva a Vasugupta, o direttamente sgorgato dal cuore di Vasugupta all’inizio del IX secolo, espone l’essenza del Tantra in cinquantadue stanze perfettamente ellittiche: si dice anche che Vasugupta ricevette i versi in sogno mentre meditava in una grotta sul monte Kailash, la montagna sacra a Shiva e che i versi sarebbero stati scritti da lui stesso o da Kallata suo discepolo. Ksemaraja, un altro maestro della medesima tradizione, ha lasciato un lungo commento sulla prima strofa, al quale dobbiamo il testo del Pratyabhijnahrdayam e sosteneva che Vasugupta trovò i versi scolpiti in una roccia, e i fedeli ancora venerano il luogo del leggendario ritrovamento. Ksemaraja  nel suo commento sottolinea il fatto che il “Poema della vibrazione” è un’introduzione al Mahamudra, che avrebbe continuato a diffondersi attraverso il lignaggio tibetano della scuola Kagyu. Il Mahamudra, spesso tradotto come “Grande Sigillo”, con riferimento al segreto di questo insegnamento e per il fatto che sigilla tutto ciò che lo ha preceduto, è tradotto dai kashmiri come “il grande movimento cosmico”, e la sua realizzazione è legata allo yoga trasmesso da Matsyendranath, che è all’origine dei lignaggi del Kashmir.

nella sessione di Sabato 15 e Domenica 16 Giugno 2019

ci sarà un notevole approfondimento sui 52 versetti poema della SPANDAKAARIKAA

Si tratta di un appuntamento di notevole importanza e spessore che sarà tenuto dal Professor Mark Dyczkowski che ha dedicato gran parte della Sua Vita al poema attraverso quattro commentari:

il SpandaSamdoha da Ksemaraja, il SpandaVrtti da Kallatabhatta, il SpandaVivrti da Rajanaka Rama, il SpandaPradipika da Bhagavadutpala

Pandit Rajmani Tigunait, Ph.D. Rajmani Tigunait scrittore e

capo spirituale dell’Himalayan International Institute, successore di Swami Rama dell’Himalaya,

 dice del Prof. Dyczkowski  a tale riguardo: 


"Questa è una meravigliosa continuazione della sua precedente opera, la dottrina della vibrazione: attraverso questo libro, i lettori generali possono andare alle fonti originali "

Nella sua "Dottrina della vibrazione", l'autore presenta una sintesi di Shivaismo del Kashmir, una panoramica con Spanda come tema centrale: Spanda è il dinamismo vibratoria della coscienza assoluta.  In questo libro l'autore si concentra sulla scuola di Shivaismo del Kashmir che presenta questa dottrina come suo principio cardine e la cui letteratura consiste essenzialmente delle opere tradotte qui. 

Nella sua Introduzione e nella sua esposizione dei quattro commentari, l'autore mostra come la tradizione sia Spanda contribuisce alle altre scuole di Shivaismo del Kashmir e come è diverso da loro. Si presenta per la prima volta una trattazione dettagliata di questa tradizione e un'analisi del suo sviluppo, l'obiettivo è quello di offrire un metodo che permette l'accesso da parte del lettore comune nel meraviglioso mondo della Spanda Yogi attraverso il quale si reca alla realizzazione liberatorio della sua autentica identità vivace, con la vitalità dell'impulso universale di Shiva. 
 

Orari

     Sabato :dalle 9.00 alle 17.30 circa

Domenica :dalle 9.00 alle 13.00 circa

 

Concerto per Sitar e Tabla  ore 20.30 con

MARK DYCZKOWSKI e STEFANO GRAZIA

 

Le iscrizioni sono aperte

Per informazioni e iscrizioni: Centro Manipura 049 651601

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RICONOSCIMENTO NORMATIVO DEI NATUROPATI

Con la Legge n°4 del Gennaio 2013

 è stata riconosciuta la Professionalità di quelle figure non Provviste di Albo professionale OVVERO, tra gli altri, anche i NATUROPATI. Pertanto i titoli conseguiti nel settore della Naturopatia oggi aprono nuovi sbocchi professionali finora preclusi in Italia, previa iscrizione ad Associazioni Professionali di Settore che garantiscono il rispetto di regole deontologiche e l’effettiva preparazione nelle materie Olistiche e Naturali provvedendo anche a corsi di aggiornamento per i propri iscritti.

In virtù di ciò il Centro Manipura,

associato all'Unione Naturopati & Operatori Discipline Naturali,

PROPONE

i corsi di formazione, di aggiornamento, Accademie triennali per Naturopata Operatore di Ayurveda, Shiatsu, Tecniche di Manipolazione dei trigger Points…altro



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