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LE DANZATRICI E MUSICISTI CHE IL CENTRO MANIPURA HA OSPITATO NEL CORSO DEGLI ANNI


Spettacolo di danza classica indiana nello stile Bharata Natyam, ispirata alla poetica indiana e all’iconografia induista classica. Musiche classiche e popolari dell’India del Nord nello stile noto come Hindustani 

ALESSANDRA PIZZA : Bharata Natyam

PAOLO AVANZO : Sitar

DANIELE DUBBINI : Bansuri

STEFANO GRAZIA : Tabla

 

Il Bharata Natyam è lo stile più antico di teatro-danza dell’India. Le sue origini risalgono addirittura al secondo millennio a. C. e il suo repertorio si fonda sulla ricca e complessa mitologia hindu, in cui le gesta degli dei vengono riproposte con un preciso linguaggio corporeo. La tradizione conferisce a questo stile coreutica origini divine e, non a caso, in India una delle divinità più importanti (soprattutto nel sud del subcontinente) è Shiva in veste di danzatore cosmico, ossia Shiva Nataraja, il Signore della danza. Tutt’oggi milioni di devoti non riescono a concepire la vita dell’universo senza l’energia sprigionata dalla danza del dio.

Il termine “natyam” in sanscrito significa danza, “bharata” è invece un acronimo delle tre parole Bhava (espressione), raga (melodia), tala (ritmo). Lo stile noto come Bharata Natyam è infatti una perfetta sintesi di questi tre elementi.

Tale disciplina è detta anche “yoga in movimento” poiché richiede la totale conoscenza del complesso psico-fisico, nonché concentrazione e dedizione. Alcune delle caratteristiche principali sono: la perfetta geometria delle linee del corpo, la velocità e la ricchezza ritmica, combinati con un elaborato linguaggio delle mani “mudra” e una raffinata mimica del volto.

Il Bharata Natyam è una disciplina complessa ed affascinante che conferisce una grande energia all’essere nella sua totalità.

(autore : Alessandra Pizza)

La musica classica indiana del Nord (Hindusthani)

La musica in India vanta un’origine millenaria e da sempre è stata fonte di ispirazione religiosa e spirituale che grandemente ha influenzato non solo il repertorio semi-classico e popolare, ma anche la stessa musica classica. In particolare nell’India del Nord si è avuto un grande arricchimento dall’incontro tra la tradizione arabo-musulmana di provenienza persiana e la tradizione induista millenaria che, a partire dai primi secoli del primo millennio d.C. ha dato origine al genere cosiddetto Hindusthani.

La forma musicale classica indiana è quella del Raga, ovvero di una
struttura modale altamente codificata, dove le note sono selezionate e poste in posizione gerarchica fra loro, in funzione della loro espressività.

Tutto cio’ al fine di consentire il prodursi di un’atmosfera, un’emozione (RASA) Secondo i trattati indiani del periodo medioevale, il Raga è ciò che “colora la mente”. Per questo i Raga, secondo la musicologia indiana, sono assimilabili a delle vere e proprie identità, e a volte vengono immaginati come esseri umani o divini, collocati in ambienti che suggeriscono l’atmosfera che essi creano.
Normalmente l’esecuzione di un Raga prevede una parte introduttiva, nota come “Alap” o preludio, dove l’esecutore espone le note del Raga all’ascoltatore, creando quindi gradualmente l’espressione e l’atmosfera del concerto. Subito dopo la parte introduttiva vengono eseguite le vere e proprie composizioni musicali, accompagnate dallo strumento a percussione, i tabla, che danno il fondamentale sostegno ritmico alla composizione all’interno di una struttura codificata nota come “Tala”.

(autore : Stefano Grazia)

 



Barbara Zoletto e Saroja Mani

La danza Bharata Natyam ha origine antichissime. Essa nasce nel sud dell’India più di 2000 anni fa. Ancora oggi racconta attraverso la gestualità del corpo, la mimica del viso e il linguaggio delle mani, le antiche storie di impronta religiosa e mitologica che fanno parte della cultura classica indiana.

Il Bharata Natyam è una danza solista, la cui tecnica impegnativa richiede un lungo allenamento. Tutti i muscoli del corpo sono sollecitati, compresi quelli del viso, poiché l'arte dell'abhinaya, espressione delle emozioni e dei sentimenti, ne è una caratteristica essenziale.
Esige vigore, grazia e scioltezza dei movimenti, una grande resistenza fisica e un infallibile senso ritmico. I movimenti sono ampi e precisi, sempre simmetrici. Il vocabolario tecnico comprende dei salti, delle spaccate profonde, delle piroette e delle pose che richiedono un grande equilibrio.
Le danze possono presentare tre caratteristiche: danze di pura tecnica, nel solo scopo di procurare il piacere estetico attraverso la bellezza dei movimenti e la complessità dei ritmi; danze che esprimono uno stato d'animo, un sentimento; danze narrative dove l'artista mima con l'aiuto del linguaggio simbolico e gestuale delle mani, i mudra, gesta epiche e virtù del divino.
Così quest'arte ridà all'uomo il sapore della sua origine. Tutto nella danza dell'India è significato, profondo insegnamento, congiuntamente al piacere estetico e alla gioia che essa procura.
Essa è Conoscenza e la sua vera funzione è - attraverso la bellezza, l'armonia e con l'eco dei sensi - di risvegliare l'essere a sé stesso e di accordarlo così all'Universo.

Dove vanno le mani… lo sguardo le segue,
dove va lo sguardo… si dirige lo spirito,
lì, dove si posa lo spirito, si manifesta uno stato d’animo
dove si intensifica lo stato d’animo… nasce la gioia

Le interpreti

Saroja Mani ha iniziato a danzare all’età di 9 anni ed ha studiato nella scuola Kalakshetra in Chennai (Madras) per 4 anni. Ha danzato in numerosi luoghi del sud dell’India ed attualmente vive ad Auroville nel Tamil Nadu.
Barbara Zoletto da anni appassionata di musica classica indiana, canta e suona la tampoura. La sua formazione è avvenuta prevalentemente in India dove ha potuto studiare ed approfondire la tradizione musicale e culturale di questo Paese dall’insegnamento diretto di numerosi maestri di quest’arte antica.

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