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FEBBRAIO e MARZO 2024

 

SEMINARIO

 Complementarietà storica e operativa della medicina indiana e cinese

Malattia e guarigione

nella prospettiva spirituale della medicina indiana e cinese

IL SEMINARIO SARA' SVOLTO IN PRESENZA MA PUO' ESSERE SEGUITO ANCHE ON LINE

 

con il Prof. Alessandro Grossato Indologo, storico delle religioni e analista geopolitico, docente incaricato di religioni non cristiane presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova

Fra le medicine tradizionali dell’Asia, tutte di lontana origine sciamanica, quelle indiana e cinese, pur abbastanza diverse tra loro, presentano anche le maggiori affinità, e per più di una ragione. Lo dimostra la medicina tibetana, che è in buona parte debitrice a queste due grandi tradizioni mediche.

Durante questo Corso, condotto su rigorose basi storiche, l’argomento verrà trattato da un punto di vista essenzialmente intellettuale. Quindi spirituale, e soprattutto realizzativo. Appoggiandosi, anche in termini comparativi, a una selezionata iconografia sia indiana che cinese, talvolta tibetana, con qualche esempio tratto anche dall’arte occidentale, sia antica che medioevale.

Alla base della medicina indiana e cinese, c’è una profonda e complessa dottrina, sia metafisica che cosmologica. La medicina tradizionale orientale, un tempo lo era anche quella occidentale, è a tutti gli effetti una scienza cosmologica, che si fonda sulla totale corrispondenza fra macro e microcosmo, sia nella sua interezza, che in tutte le sue singole parti. Corrispondenza che si articola nel semplice schema ternario costituito da spirito, anima e corpo.

L’idea di salute, coincide dunque con la costante, scrupolosa manutenzione dell’equilibrio fra questi tre livelli ontologici di cui è intrinsecamente partecipe, per nascita, l’essere umano. Ma con uno scopo ben preciso: mantenere sempre aperta la possibilità di uno sviluppo non solo fisico, bensì soprattutto spirituale dell’individuo, a partire da un qualsiasi momento della sua vita. Sia nel mantenimento di condizioni fisiche ottimali, che nelle fasi iniziali di un eventuale sviluppo spirituale, un ruolo fondamentale è rivestito dalla respirazione, sia grossolana che sottile.

In questa particolare ottica medica, la malattia può essere sia il segno di uno squilibrio psico-fisico, che il punto di partenza, la bona occasio di una vocazione spirituale, più o meno autentica e profonda.

Com’è facile comprendere, la farmacopea tradizionale asiatica attinge direttamente alle sostanze provvidenzialmente presenti nei tre Regni naturali, animale, vegetale e minerale. Tripartizione considerata non casuale, perché anch’essa riflesso di quella primordiale, sia del Cosmo che dell’essere umano. La procedura di trasformazione delle diverse sostanze naturali in veri e propri farmaci, può essere anche molto articolata e complessa, applicando tecniche particolari, che possono giustamente ricordare l’arte alchemica, ben presente sia in India che in Cina. A questo punto, l’uso del farmaco per eccellenza, sia esso il soma o il cinabro, può andare ben oltre la semplice guarigione in senso solo fisico o psichico, arrivando a poter conferire, ma solo in casi rarissimi e privilegiati, la longevità o addirittura l’immortalità.   

                                                                                                                                                                              Alessandro Grossato

Il seminario sarà svolto in due domeniche, qui di seguito date e argomenti

 

Argomenti del Seminario di domenica 11 Febbraio 2024

 Introduzione: Complementarietà storica e operativa della medicina indiana e cinese

1.      Scoprendo il santuario del proprio corpo

·   Macrocosmo e microcosmo: ovvero spirito, anima e corpo

·   Corpo, respiro e mente

·   Ascesi del corpo fisico e psichico

·    La nozione di corpo sottile e la distribuzione dei suoi centri e canali all’interno all’esterno del corpo

·    L’importanza della respirazione, sia grossolana che sottile, e la sua circolazione interna

 

Argomenti del Seminario di domenica 10 Marzo 2024

2.      Malattia, guarigione e immortalità

·   La malattia come sintomo di uno squilibrio sia psicofisico che spirituale

·    La malattia come occasione di riorientamento spirituale della vita

·   Una farmacopea tratta dai tre regni naturali

.    Longevità e immortalità.

 

Prof. Alessandro Grossato: Laureato nel 1981 a Venezia in Lingue e Letterature Orientali. Orientalista e storico delle religioni, ha insegnato nelle Università di Padova, Trieste-Gorizia e Trento. Dal 2009 insegna Religioni non cristiane presso la Facoltà Teologica del Triveneto e dal 2012 Mistica comparata presso l'ISUR (Istituto di Scienze dell'Uomo di Rimini). Membro dell’Istituto per il Medio e l'Estremo Oriente di Roma, ha partecipato alla Missione archeologica italiana in Nepal. Dal 2016 è membro del Centro di Filologia e Medievistica Indo-Mediterranea (FIMIM) dell’Università di Bologna. Nel 2004 ha fondato e diretto assieme a Francesco Zambon la Collana Viridarium della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e nel 2008, assieme a Carlo Saccone, la Rivista Quaderni di Studi Indo-Mediterranei, patrocinata dall’Università di Bologna. Nel 2021 ha fondato e dirige, assieme a Francesco Zambon, Kratèr. Quaderni di culture e tradizioni spirituali, patrocinata dall'ISUR di Rimini. Fra le sue numerose pubblicazioni si segnalano: Navigatori e viaggiatori veneti in India. Da Marco Polo ad Angelo Legrenzi, Olschki, Firenze 1994; Il libro dei simboli. Metamorfosi dell’umano tra Oriente e Occidente, Mondadori, Milano 1999; Il mito della Fenice in Oriente e Occidente, Marsilio, Venezia 2004 e tra le curatele: Miti e simboli dell’arcobaleno, Mimesi, Milano 2020; Corpi di Luce, Pazzini, Rimini 2022

 

Il seminario è rivolto a chi pratica e insegna Yoga, Ayurveda, Shiatsu, MTC, a medici, erboristi, operatori del benessere, estetiste, operatori naturopati bioenergetici, studenti, curiosi, studiosi, a tutti coloro che desiderano comprendere, approfondire, conoscere

 

Orari

Domenica 11 Febbraio 2024: dalle 9.30 alle 12.30

Domenica 10 Marzo 2024: dalle 9.30 alle 12.30

Le iscrizioni sono aperte

Per informazioni e iscrizioni: Centro Manipura 049 2610735

e-mail: manipurapd@libero.it


 

Si ringrazia il Prof. Fabrizio Ferrari per l'Incontro/Studio 2023

si attende il prossimo appuntamento dopo la pausa estiva!

 

“Il prānāyāma nella cultura rituale e medica dell’India”

Durante il periodo vedico antico (1750-1200 a. C.), la guarigione dalle malattie e la longevità (ā́yus) dipendevano principalmente da esorcismi e riti magici intesi a salvaguardare la vita e a proteggere la regolarità e continuità dei soffi vitali. Nel periodo successivo, con l’affermarsi di varie tradizioni ascetiche, l’abilità di regolare il respiro (prānāyāma) diviene funzionale al controllo della mente, del cuore e del corpo mentre la sua interruzione e/o regolazione consente di distruggere malattie, colpe e peccati, e permette la liberazione. A partire dai primi secoli d.C., forme di controllo del respiro sono attestate in testi mitologici, rituali, normativi e filosofici, e riflettono una pratica largamente diffusa tesa ad ottenere una lunga vita o persino l’immortalità. La tradizione āyurvedica ha invece sempre rifiutato di considerare il prānāyāma e i potenziali aspetti positivi della sua pratica.  Ciò nonostante i compendi āyurvedici classici non hanno considerato con dovizia gli aspetti potenzialmente terapeutici del prānāyāma. La relazione andrà ad esplorare le ragioni storiche, socio-economiche e culturali all’origine di un presunto pregiudizio ideologico dei vaidya nei confronti della cultura rituale e ascetica.  L’intervento propone una ricostruzione delle più antiche forme di controllo del respiro ed esamina le ragioni storiche e ideologiche per cui la classe medica indiana ha ignorato tale pratica fino al XX secolo, quando varie forme di Yoga sono state integrate nell’Āyurveda, la relazione andrà  ad esplorare le ragioni storiche, socio-economiche e culturali all’origine di un presunto pregiudizio ideologico dei vaidya nei confronti della cultura rituale e ascetica.  

 

Fabrizio Ferrari

Professore ordinario di storia delle religioni

Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle Religioni

Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA)

Università degli Studi di Padova

DIPLOMI

1999: Laurea in Lingue e Letterature Orientali (hindi, sanscrito), Università Ca’ Foscari Venezia: 110 e lode

2005: Ph.D. (Middle Bengali literature and Bengali folk religions), Department of the Languages and Cultures of South Asia, SOAS (School of Oriel and African Studies), University of London

2007: SOAS (School of Ontariental and African Studies), University of London: Post-doctoral Research Associate in the Study of Religions.

2009: Postgraduate Certificate in Teaching in Higher Education (MA equivalent), University of Chester

POSIZIONI ACCADEMICHE

Professore ordinario di storia delle religioni

Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA)Università degli Studi di Padova

2012–2018: Professor of Religious Studies, Department of Theology and Religious Studies, University of Chester

2009–2012: Senior Lecturer in Religious Studies, Department of Theology and Religious Studies, University of Chester

2007– 2009: Lecturer in Religious Studies, Department of Theology and Religious Studies, University of Chester

2006–2007: Teaching assistant (Study of Religions; South Asian Religions). Department of Religious Studies, School of Oriental and African Studies, University of London

ll seminario è rivolto a chi pratica e insegna Yoga, Ayurveda, Shiatsu, MTC, a medici, erboristi, operatori del benessere, estetiste, operatori naturopati bioenergetici, studenti, curiosi, studiosi, a tutti coloro che desiderano comprendere, approfondire, conoscere

 

Orari

Lunedì mattina 10.00 alle 13.00 circa 

Le iscrizioni sono aperte

Per informazioni e iscrizioni: Centro Manipura 049 2610735

e-mail: manipurapd@libero.it

 


 

Si ringrazia il Dott. Iannaccone

per Seminario 2022/23,

si attende il prossimo appuntamento dopo la pausa estiva!

 

ARGOMENTO DELL'ULTIMO  SEMINARIO

SUONI MISTICI E SUONI DI POTERE

I MANTRA

NELLA TRADIZIONE SANSCRITA, NELL'AYURVEDA e NELLO YOGA

Non è possibile raffigurare compiutamente il mondo sanscrito, la filosofia e la religione indiana e, forse l’India stessa, senza fare riferimento ai mantra, che di quell'universo culturale costituiscono uno degli aspetti più originali, ricchi e complessi.

I mantra, suoni-parole-formule carichi di potere e di energia, sono tanto celebrati e venerati, talvolta temuti, quanto sfuggenti alla comprensione, non definibili e non classificabili. Avvicinarsi al mondo composito dei mantra significa entrare in una dimensione che è allo stesso tempo magica, spirituale, filosofica, musicale, terapeutica e finanche grammaticale.

Il seminario che si svolgerà in due giornate (domenica) tratterà del percorso storico dei mantra, dai Veda al tantrismo, soffermandosi sugli aspetti più importanti e cercando al contempo di rispondere ad alcune domande decisive:

  - I mantra hanno o meno un significato?

  - Da dove provengono? Sono essi umani o divini?

  - Da dove traggono la loro forza e il loro potere?

  - Vanno utilizzati o meno? E se sì, come?

 E infine, come "fabbricare" un mantra che risulti adatto per un particolare individuo?

 I mantra verranno studiati in relazione all’Āyurveda, dunque in relazione al loro potere terapeutico, ai Veda, dunque in relazione al loro potere magico, e

  al tantrismo, dunque in relazione al loro potere salvifico.

Dott. Ernesto Iannaccone: medico chirurgo, medico ayurvedico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, autore di numerose pubblicazioni sulla Medicina Ayurvedica. E’ annoverato tra i maggiori esponenti europei di Medicina Ayurvedica, si occupa di Ayurveda dal 1985 circa, si è formato presso la Maharishi Vedic University, Vlodrop, Olanda. Ha compiuto lunghi soggiorni e di studio in India presso svariate istituzioni ospedaliere ed universitarie la Maharishi Word Center for Ayurveda, Maharishi Nagar, Delhi, dove ha ricevuto gli insegnamenti dai maggiori esperti in Ayurveda. Nel 1989 ha fondato con altri medici l’Associazione Medica Maharishi, della quale è presidente. Tiene regolarmente corsi di formazione di medicina ayurvedica rivolti a medici, operatori della salute, fa parte del corpo docente di Ayurvedic Point, Milano, attualmente è impegnato nella creazione di un ambulatorio ayurvedico nell’Ospedale Monaldi, ASL1, Napoli e nella traduzione e nella divulgazione dei testi classici dell'Ayurveda.

 

Autore di numerosi libri tra i quali citati alcuni: Formule d'Immortalità, Il cuore dell'Ayurveda, I disordini della mente, Il corpo immaginario dell'Ayurveda e la straordinaria Opera il “Il filo degli insegnamenti”. Si tratta di una splendida traduzione integrale del primo Libro (Sutrasthana) della Charaka Samhita, il più antico ed autorevole trattato antico sulla medicina ayurvedica con estratti dell’Ayurveda Dipika di Chakrapani. Studioso di sanscrito, è impegnato in un progetto di traduzione dei testi classici dell’Ayurveda

 

                              

 

I FONDAMENTI DELLA SALUTE UNA CONOSCENZA SENZA TEMPO PER QUESTO TEMPO

L’Ayurveda viene ritenuta il più antico sistema di medicina naturale, le sue origine risalgono a migliaia di anni fa, l’Ayurveda è una scienza ETERNA, senza principio né fine.

La tradizione dice che fu Brahma stesso, l’autore della creazione, a formulare i principi dell’Ayurveda rivelandoli solo alle divinità del cielo. Poi dei saggi compassionevoli vedendo l’umanità in preda a sofferenze e malattie si raccolsero sulle cime dell’Himalaya, nel posto più vicino al cielo, per chiedere a Brahma di far conoscere agli uomini i segreti della salute, il quale decise di inviare sulla Terra il messaggero Indra. I saggi scelsero come loro rappresentante Brihaspati, il più puro tra di essi che interrogò Indra, ricevendone la conoscenza che avrebbe alleviato le sofferenze dell’umanità.

Questa storia, apparentemente ingenua, racchiude in realtà dei significati profondi: in primis è detto che l’Ayurveda ebbe origine con la creazione perché in realtà essa è la scienza della natura e le leggi di natura sono eterne e immutabili. Gli stessi principi della termodinamica che causarono l’espansione iniziale dell’universo subito dopo del Big Bang, causano ancora oggi la nascita e la morte delle stelle; gli stessi principi chimici e biologici che operano nel brodo primordiale per creare la vita, sono attivi anche oggi per consentire il perpetuarsi di questo miracolo. La natura fa e disfa, crea e distrugge, ma le leggi sottili che ne governano l’attività operano nella continuità. La seconda considerazione che emerge dal racconto è che i saggi ottennero la conoscenza della scienza della medicina immergendosi profondamente dentro se stessi. Calmi nel cuore e nella mente, essi conobbero le radici della vita e le infinite modalità attraverso cui si esprime. La loro coscienza funzionò come uno specchio cristallino su cui si poté riflettere la molteplicità delle leggi di natura. Si potrebbe facilmente obiettare che la conoscenza ottenuta in questo modo non sia affidabile, ma in realtà le cose stanno diversamente. Lo stesso Fleming, osservò più volte le muffe nel suo laboratorio ricoprire le colture, senza però trarre alcuna conclusione utile da questa osservazione, invero comune a quei tempi, i primi del ‘900. Fu solo in un momento di silenzio e di quiete interiore che egli fu folgorato dall’intuizione che le muffe potevano avere un effetto batteriostatico e, fu così, che nacque la penicillina, considerata una delle scoperte più importante dei nostri secoli. Lo stesso tema si ritrova in molte delle più grandi scoperte della storia dell’umanità: in qualche momento, per qualche motivo, un uomo, più spesso uno scienziato, ha avuto libero accesso ad un campo di infinito silenzio e creatività ed ha percepito con chiarezza i meccanismi più fini della creazione. Ed è questo probabilmente ciò che avvenne nella coscienza degli antiichi rishi (saggi) che formularono i principi dell’Ayurveda. Da questo punto di vista l’Ayurveda è molto più affidabile e scientifico della medicina moderna, perché i suoi principi sono ben saldi e radicati nella stessa natura della vita. Al contrario, la medicina moderna, che è molto giovane e non ha delle fondamenta solide su cui poggiare, salvo il così detto metodo sperimentale, è costretta a ritrattare continuamente ciò in precedenza aveva considerato come vero ed affidabile. La medicina di oggi vive in un alternarsi di successi e fallimenti, di speranze delusioni, si assiste spesso al ritiro dal commercio di farmaci scoperti inutili o perfino dannosi, dopo che per anni gli stessi erano stati considerati validi. Studi scientifici condotti da ricercatori esperti si contraddicono continuamente ed arrivano il più delle volte a conclusione diametralmente opposte, gettando i medici e i loro assistiti in uno stato di incertezza e confusione. Quindi l’Ayurveda fu grandemente apprezzata nell’antichità: in un’epoca lontana dal passato fiorirono in India università e centri di cultura presso i quali affluivano studiosi da ogni parte del mondo. Pur se non disponiamo di documenti certi al riguardo, molti indizi suffragano l’ipotesi che anche il grande Ippocrate, il padre della medicina occidentale, abbia mutuato molte sue teorie dall’Ayurveda. Gli stessi consigli sull’igiene di vita e sull’alimentazione che Ippocrate rivolgeva ai propri pazienti si ritrovano nei più antichi testi ayurvedici. Anche la teoria dei tre umori proposta da Ippocrate, è molto vicina alla teoria dell’Ayurveda. Comunque sia, è certo che la medicina ayurvedica ebbe grande fama nell’antichità, e fu detta “divina” a motivo della sua perfezione. Si dice che la conoscenza sia allo stesso tempo il bene più prezioso, ma anche il più fragile: questo si dimostro particolarmente vero nel caso dell’Ayurveda. I secoli passarono, dominazioni straniere si susseguirono in India portando ognuna con sé la propria cultura e le proprie credenze, e l’antica conoscenza cadde nell’oblio insieme alle sue gloriose università. La prima scienza della salute finì col perdere i suoi connotati originali e si mescolò con le culture d’importazione: il risultato fu che la purezza della conoscenza si perse e con essa la sua efficacia. L’Ayurveda non fu più in grado di prendersi cura della salute dell’individuo e della collettività e venne ben presto degradato al rango di medicina folcloristica e soppiantata da nuovi sistemi. Ma per fortuna la natura è benigna. In pochi rari posti, sconosciuti al resto del mondo, la fiaccola della conoscenza fu mantenuta viva e tramandata da padre a figlio, generazione dopo generazione. Alcuni testi originali furono preservati e su di essi continuarono a formarsi per secoli i più genuini ricercatori della conoscenza. Come un seme rimane a lungo nel terreno e germoglia quando le condizioni diventano propizie, così, quando si è avvertita l’esigenza, in Oriente come in Occidente, di un sistema della salute che fosse completo, efficace e a misura d’uomo, l’attenzione si è di nuovo rivolta verso l’Ayurveda: l’antica scienza della vita è stata riscoperta ed è tornata ad essere popolare. Le sue università hanno riacquistato prestigio e fama, i suoi esponenti hanno ricominciato a diffonderla nel mondo, ma non tutto era compiuto. C’era bisogno di un uomo che fosse in grado di restituire l’Ayurveda alla sua antica dignità, recuperandone i valori più profondi ed originali. Raccogliere i frammenti di un’antica scienza, ridotta dal tempo ad un ammasso di prescrizioni erboristiche, e restituire ad essi una forma ben definita. Non a caso quell’uomo doveva essere un indiano: Maharishi Maheh Yogi. Maharishi significa saggio e solo un saggio che personificasse realmente nella sua figura gli ideali della conoscenza poteva assumersi un compito simile. Così, a partire dagli anni sessanta, Maharishi cominciò a raccogliere intorno a sé i più validi esponenti in Ayurveda, ricostruendo pazientemente i fili spezzati e con la sua saggezza ha portato alla luce le basi stesse dell’Ayurveda, che risiedono nell’area trascendentale della vita, quella stessa area da cui ogni cosa che vive trae origine e mutamento.

 Ernesto Iannaccone

 

 


ATTENZIONE

Si comunica che per l'emergenza Corona virus

 il seminario del 05 Aprile con il

Prof. Grossato è stato rinviato a data da

 destinarsi

 

DOMENICA 5 APRILE  2020

SEMINARIO DI YOGA, AYURVEDA e MTC

Malattia e guarigione

nella prospettiva spirituale della medicina indiana e cinese

 

con il Prof. Alessandro Grossato Indologo, storico delle religioni e analista geopolitico, docente incaricato di religioni non cristiane presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova

 

Argomenti del seminario

Introduzione

 

·        Complementarietà storica e operativa della medicina indiana e cinese.

 

1. Scoprendo il santuario del proprio corpo

 

·        Macrocosmo e microcosmo: ovvero spirito, anima e corpo.

 

·        Corpo, respiro e mente.

 

·        Ascesi del corpo fisico e psichico.

 

·        La nozione di corpo sottile e la distribuzione dei suoi centri e canali all’interno e all’esterno del corpo.

 

·        L’importanza della respirazione, sia grossolana che sottile, e la sua circolazione interna.

 

 

    2. Malattia, guarigione e immortalità

 

·        La malattia come sintomo di uno squilibrio sia psicofisico che spirituale.

 

·        La malattia come occasione di riorientamento spirituale della vita.

 

·        Una farmacopea tratta dai tre regni naturali.

 

·        Longevità e immortalità.

 

 

Prof. Alessandro Grossato: Indologo, storico delle religioni e analista geopolitico, Alessandro Grossato è docente incaricato di Religioni non cristiane presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova. Ha insegnato nelle Università di Padova (Storia dell’Islam Indiano e Indonesiano), Gorizia (Storia e Istituzioni dell’Asia Meridionale), e Trento (Pensiero islamico). Ha fondato e diretto assieme a Francesco Zambon la Collana Viridarium della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, e assieme a Carlo Saccone i Quaderni di Studi Indo-Mediterranei dell’Università di Bologna. Oltre a numerosi saggi e studi indologici, di storia comparata delle religioni e di geopolitica, è autore di monografie come Navigatori e viaggiatori veneti sulla rotta per l’India. Da Marco Polo ad Angelo Legrenzi, Olschki, Firenze 1994; Il libro dei simboli. Metamorfosi dell’umano tra Oriente e Occidente, Mondadori, Milano 1999; Il mito della Fenice in Oriente e in Occidente, Marsilio, Venezia 2004. Ha curato diverse opere collettive, fra le quali La montagna cosmica, Medusa, Milano 2010, Le Tre Anella. Al crocevia spirituale tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2013, Miti e simboli dell’arcobaleno, Mimesis, Milano 2019, curato la traduzione e l’edizione dell’opera di F.D.K. Bosch, Il Germe d’oro. Un’introduzione al simbolismo indiano, Adelphi, Milano 2017, e collaborato alla traduzione di René Daumal, Lanciato dal pensiero, Adelphi, Milano 2019. Socio dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (Is.I.A.O.) e dell’Associazione Italiana per gli Studi Cinesi (AISC), nel periodo 1984-89 ha partecipato alla Missione Archeologica Italiana in Nepal. Dal 2011 è Senior Fellow dell’Istituto di Politica diretto da Alessandro Campi, e membro del comitato di direzione della Rivista di Politica edita da Rubbettino. Dal 2016 è membro del comitato scientifico del Centro di Filologia e Medievistica Indo-Mediterranea (FIMIM) dell’Università di Bologna.

 

Il seminario è rivolto a chi pratica e insegna Yoga, Ayurveda, Shiatsu, MTC, a medici, erboristi, operatori del benessere, estetiste, operatori naturopati bioenergetici, studenti, curiosi, studiosi, a tutti coloro che desiderano comprendere, approfondire, conoscere

 

Orari

 

Domenica: Mattino dalle 9.30 alle 12.30/13.00 circa

Pomeriggio 14.00 alle 17.00 circa

 

Le iscrizioni sono aperte

Per informazioni e iscrizioni: Centro Manipura 049 2610735

e-mail: manipurapd@libero.it


ATTENZIONE

Si comunica che per l'emergenza Corona virus

 il seminario del 13 Giugno 2020 con il

Prof.Grossato è stato rinviato a data da destinarsi

Dottrine, simboli e metodi realizzativi del Tantrismo indiano

 

con il Prof. Alessandro Grossato Indologo, storico delle religioni e analista geopolitico, docente incaricato di religioni non cristiane presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova

 

Argomenti del Seminario:

Preambolo introduttivo

1. Le lontane origini sciamaniche del Tantrismo. L’esempio

della tradizione Bön e Dzogchen.

 

I. Dottrine

2. Viva e Buddha. Principali differenze dottrinali e di metodo

realizzativo fra il Tantrismo hindu e buddhista.

3. Tantrismo vaiva, vaispava e vakta.

4. Il Kalacakra e gli 84 Siddha.

II. Iconografie e simboli

5. L’iconografia tantrica hindu.

6. L’iconografia del Buddhismo esoterico indo-tibetano.

7. Yantra e mapdala.

III. Metodi realizzativi

8. Kundalini Yoga: visualizzazione e attivazione di centri e canali del "corpo di luce"

9. Mantra e Pranayama.

10. La via diretta e immediata.

 

Prof. Alessandro Grossato: Indologo, storico delle religioni e analista geopolitico, Alessandro Grossato è docente incaricato di Religioni non cristiane presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova. Ha insegnato nelle Università di Padova (Storia dell’Islam Indiano e Indonesiano), Gorizia (Storia e Istituzioni dell’Asia Meridionale), e Trento (Pensiero islamico). Ha fondato e diretto assieme a Francesco Zambon la Collana Viridarium della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, e assieme a Carlo Saccone i Quaderni di Studi Indo-Mediterranei dell’Università di Bologna. Oltre a numerosi saggi e studi indologici, di storia comparata delle religioni e di geopolitica, è autore di monografie come Navigatori e viaggiatori veneti sulla rotta per l’India. Da Marco Polo ad Angelo Legrenzi, Olschki, Firenze 1994; Il libro dei simboli. Metamorfosi dell’umano tra Oriente e Occidente, Mondadori, Milano 1999; Il mito della Fenice in Oriente e in Occidente, Marsilio, Venezia 2004. Ha curato diverse opere collettive, fra le quali La montagna cosmica, Medusa, Milano 2010, Le Tre Anella. Al crocevia spirituale tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2013, Miti e simboli dell’arcobaleno, Mimesis, Milano 2019, curato la traduzione e l’edizione dell’opera di F.D.K. Bosch, Il Germe d’oro. Un’introduzione al simbolismo indiano, Adelphi, Milano 2017, e collaborato alla traduzione di René Daumal, Lanciato dal pensiero, Adelphi, Milano 2019. Socio dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (Is.I.A.O.) e dell’Associazione Italiana per gli Studi Cinesi (AISC), nel periodo 1984-89 ha partecipato alla Missione Archeologica Italiana in Nepal. Dal 2011 è Senior Fellow dell’Istituto di Politica diretto da Alessandro Campi, e membro del comitato di direzione della Rivista di Politica edita da Rubbettino. Dal 2016 è membro del comitato scientifico del Centro di Filologia e Medievistica Indo-Mediterranea (FIMIM) dell’Università di Bologna.

 

Il seminario è rivolto a chi pratica e insegna Yoga, Ayurveda, Shiatsu, MTC, a medici, erboristi, operatori del benessere, estetiste, operatori naturopati bioenergetici, studenti, curiosi, studiosi, a tutti coloro che desiderano comprendere, approfondire, conoscere

 

Orari

 

Sabato: Mattino dalle 9.30 alle 12.30/13.00 circa

Pomeriggio 14.00 alle 17.00 circa

Domenica: Mattino dalle 9.30 alle 12.30/13.00 circa

 

Le iscrizioni sono aperte

Per informazioni e iscrizioni: Centro Manipura 2610735

e-mail: manipurapd@libero.it


Grazie  a tutti per aver partecipato allo straordinario seminario con il

Prof. Antonio Rigopoulos

la prossima data sarà pubblicata quanto prima!!

Sabato 18.01.2020

INCONTRO STUDIO

“RAIMON PANIKKAR”

“Introduzione al pensiero di R. Panikkar, "la Teologia pluralista di R. Panikkar"

con il

Prof. Ordinario Antonio Rigopoulos indologo e storico delle religioni

Università Cà Foscari-Venezia Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea

 

Il seminario propone in primis un'introduzione a R. Panikkar, con accenni alla sua vita e alla sua teologia del pluralismo religioso (con riferimenti alla sua concezione del mito e della fede).

Riflessioni su due testi capitali per evidenziare il suo genio dialogico: Il Cristo sconosciuto dell'Induismo e il silenzio di Dio: la risposta del Buddha.

Approfondimenti su alcuni suoi concetti portanti quali il cosmoteandrismo, l'inter-indipendenza, gli equivalenti omeomorfici.

Riflessione sull'impulso monastico come dimensione costitutiva dell'humanum e un ricordo personale di Panikkar dello stesso Prof. Rigopoulos durante i loro incontri.

 

Prof. Antonio Rigopoulos, Università Cà Foscari Venezia

Professore Ordinario di Indologia presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari, dove insegna Lingua sanscrita, Culture letterarie del Sudasia e Lingua hindi.

 

Breve Curriculum Vitae

Dopo la maturità scientifica al liceo G. B. Benedetti di Venezia si laurea nel 1987 in Storia (con indirizzo storico-religioso) presso l’Università Ca’ Foscari, con una tesi discussa con Franco Michelini Tocci e Mario Piantelli. Nello stesso anno vince una borsa di studio presso l’Università della California, Santa Barbara (UCSB), Dipartimento di Religious Studies, ove tra il 1988 e il 1990 è Teacher Assistant. Presso la UCSB consegue il Master of Arts (nel 1989) e il PhD (nel 1994) sotto la guida di Gerald James Larson, Ninian Smart e Barbara Holdrege. Durante il soggiorno californiano entra in contatto con Raimon Panikkar. Nel 1995 vince una borsa di studio post-dottorale di durata biennale presso il Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, Università Ca’ Foscari, e studia sotto la guida di Giuliano Boccali e Gian Giuseppe Filippi. Dal 1999 al 2002 è ricercatore di Religioni e filosofie dell’India presso il Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, Università Ca’ Foscari. Dal 2002 al 2015 è professore associato di Indologia presso lo stesso Dipartimento (dal 2011 rinominato Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea). Dal maggio 2015 è professore ordinario di Indologia presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari, dove insegna Lingua sanscrita, Culture letterarie del Sud Asia e Lingua hindi.

Dal 2013 è direttore scientifico della rivista Annali di Ca’ Foscari – Serie orientale.

Affiliazioni:

Associazione italiana di studi sanscriti (dal 1997) Pali Text Society (dal 2003)

International Association of Sanskrit Studies (dal 2004)

Centro interdipartimentale di ricerca sui diritti umani, Ca’ Foscari (2005-2008)

Centro studi di civiltà e spiritualità comparate, Fondazione Giorgio Cini (dal 2012)

 

 

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